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Le altre canzoni italiane famose nel mondo

Domenico Modugno al Festival di Sanremo 1958, durante l'esibizione di Nel blu dipinto di blu (Volare)
Domenico Modugno al Festival di Sanremo 1958, esibizione di Nel blu dipinto di blu · Wikimedia Commons · pubblico dominio

Quante canzoni italiane sono conosciute davvero in ogni angolo del pianeta? Quattro o cinque: 'O sole mio (1898), Volare di Modugno (1958), That's amore (in realtà composta in America), Funiculì funiculà (1880) e Bella Ciao. Tutte le altre — anche le hit del Festival di Sanremo — restano fenomeni nazionali.

Bella Ciao è l'unica delle cinque ad avere un significato politico riconoscibile. Le altre parlano d'amore, di sole, di pizza. Bella Ciao parla di un uomo che parte per non tornare. Eppure è quella che ha avuto il viaggio più lungo.

Le cinque «esportazioni» della canzone italiana, in breve:

  • 'O sole mio (1898) — Capurro/Capua, in napoletano. Inno popolare cantato dagli emigranti italiani in tutto il mondo, in particolare USA primi del Novecento. È diventata anche inno olimpico italiano nel 1920, dopo che l'orchestra aveva dimenticato lo spartito dell'inno reale.
  • Funiculì funiculà (1880) — Turco/Denza, composta per inaugurare la funicolare del Vesuvio. Cantata da Caruso e Pavarotti; entrata nelle colonne sonore di centinaia di film internazionali.
  • That's Amore (1953) — composta da Harry Warren, italoamericano, per il film The Caddy. Cantata da Dean Martin. È quindi tecnicamente americana ma letta ovunque come italiana.
  • Volare (Nel blu dipinto di blu) (1958) — Modugno/Migliacci. Vince Sanremo 1958 e l'Eurovision 1959 a Cannes. Grammy negli USA. È stata cantata da Frank Sinatra, Dean Martin, Cliff Richard, David Bowie. Stima IFPI: cantata da oltre 100 artisti diversi in 30 lingue.
  • Bella Ciao — l'unica con contenuto politico esplicito, l'unica entrata nel canone delle proteste mondiali, l'unica con oltre 70 versioni linguistiche documentate (proprio questo sito ne mappa 75).

Cosa rende Bella Ciao diversa dalle altre quattro. Le prime quattro sono canzoni d'amore (più o meno): parlano di sentimenti universali, comprensibili in ogni cultura. Bella Ciao è una canzone d'addio: il partigiano dice ciao alla bella perché muore. Sotto il piano emotivo è un canto funebre. Sotto il piano politico è un canto di resistenza. Ma sotto entrambi è una storia, e le storie viaggiano meglio dei sentimenti astratti. Si possono tradurre, riraccontare, contestualizzare in altre guerre.

È questa la sua differenza dalle altre canzoni italiane famose nel mondo: è l'unica a essere una storia, non un sentimento.