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Cosa rimane, dopo cento anni

Mondine al lavoro nelle risaie, dipinto di Angelo Morbelli, 1895-97
Angelo Morbelli, Per ottanta centesimi, 1895-97 — il punto di partenza del viaggio · Wikimedia Commons · pubblico dominio

Tra le ragazze delle mondine di inizio Novecento e le ragazze di Teheran del 2022 ci sono oltre cento anni e diecimila chilometri. Non parlano la stessa lingua, non hanno gli stessi nemici, non sognano la stessa libertà. Eppure cantano la stessa melodia.

Forse Bella Ciao non parla di una causa. Parla del semplice fatto che, in ogni epoca, c'è qualcuno che la mattina si alza e decide di non arrendersi. Finché ci saranno mattine così, ci sarà chi canta questa canzone.

Cosa rimane, scientificamente parlando. Le canzoni che durano nei secoli — secondo gli studi della cultural memory di Jan Assmann e Aleida Assmann — hanno almeno tre caratteristiche:

  • Riprogrammabilità. Possono essere riscritte con nuovi testi senza perdere la melodia. Bella Ciao è stata riscritta in oltre 70 lingue.
  • Funzione cerimoniale. Possono essere cantate insieme, in occasioni specifiche, da gruppi numerosi. Il 25 aprile in Italia, le commemorazioni del 27 gennaio, ma anche cortei nuovi, occupazioni, manifestazioni.
  • Soglia di accesso bassa. Si imparano in pochi minuti. Non richiedono virtuosismo vocale.

Le canzoni che hanno tutte e tre — Bella Ciao, Frère Jacques, Auld Lang Syne, Happy Birthday — funzionano come memoria collettiva infrastrutturale: sono i mattoni con cui i gruppi umani si costruiscono identità nel tempo.

Una scommessa storica. Tra 100 anni — nel 2126 — qualcuno canterà ancora Bella Ciao? La nostra ipotesi è sì, ma in lingue, contesti e per ragioni che oggi non possiamo prevedere. Le mondine del 1908 non potevano immaginare che la loro canzone sarebbe stata cantata nelle strade di Kiev nel 2022. Le ragazze di Teheran del 2022 non sanno che canzone sarà la loro nel 2122.

Quello che sappiamo per certo è che la melodia ha già attraversato oltre cento anni e diecimila chilometri. È improbabile che si fermi ora.