Chi erano i partigiani

Gruppo di partigiani sull'altopiano di Asiago, 1944
Partigiani sull'altopiano di Asiago, 1944 · Wikimedia Commons · Pubblico dominio

Operai, studenti, contadini, ex militari, donne, ragazzini di 15 anni, vecchi anarchici, preti. Le brigate avevano nomi diversi: Garibaldi (comuniste), Giustizia e Libertà (azioniste), Matteotti (socialiste), autonome, monarchiche, cattoliche. La Resistenza non fu mai monolitica: fu un fronte di forze diversissime tenute insieme da un obiettivo solo, cacciare nazisti e fascisti.

I numeri della Resistenza armata sono ancora oggi materia di discussione storiografica, ma le stime più solide indicano circa 200.000 combattenti attivi nei 20 mesi di guerra di liberazione, con un nucleo costante di 80-100.000 e un picco di mobilitazione nell'inverno-primavera 1944-45. Le formazioni si dividevano per area politica:

  • Brigate Garibaldi (PCI) — le più numerose, circa il 50% del totale
  • Brigate Giustizia e Libertà (Partito d'Azione, azionisti liberal-socialisti) — ~25%
  • Brigate Matteotti (PSI socialisti) — ~10%
  • Formazioni autonome (apolitiche, militari di carriera, cattolici, monarchici) — ~15%

Tra i singoli protagonisti: Ferruccio Parri (vicecomandante CVL, poi primo Presidente del Consiglio dell'Italia liberata), Luigi Longo (PCI), Sandro Pertini (PSI, futuro Presidente della Repubblica), Enrico Mattei (DC, futuro fondatore dell'ENI), Pietro Secchia (PCI). Generazione politica intera: chi sopravvisse alla guerra costruirà l'Italia repubblicana.

La guerra fu civile anche dentro la Resistenza stessa: brigate diverse a volte si scontrarono per il controllo del territorio. Ma le riunioni del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) riuscirono fino alla fine a tenere insieme questa coalizione improbabile.