Torino e il Piemonte

Torino fu una delle capitali della Resistenza: gli scioperi operai del marzo 1943 alle Fiat e Lancia furono le prime rivolte di massa nell'Europa occupata. Le Langhe e l'astigiano divennero teatri di guerra partigiana (Beppe Fenoglio ne scriverà 'Il partigiano Johnny'). Il 25 aprile 1945 Torino si autoliberò prima dell'arrivo degli Alleati.
Gli scioperi del marzo 1943 partirono il 5 marzo dalla Fiat Mirafiori e dilagarono in pochi giorni a Lancia, Riv-SKF, Westinghouse. Oltre 100.000 operai incrociarono le braccia. Mussolini era ancora al potere: era un atto di sfida diretta al regime fascista, in piena guerra. Quegli scioperi sono considerati dagli storici il vero inizio della Resistenza italiana, sei mesi prima dell'armistizio. La memoria del Museo Diffuso di Torino conserva i documenti di quelle giornate.
Le Langhe e la guerra partigiana piemontese. Le colline tra Alba, Asti, Cuneo divennero teatro di una guerra partigiana intensa. Il 10 ottobre 1944 i partigiani delle formazioni autonome liberarono Alba: la città restò «repubblica partigiana» per 23 giorni, prima di essere ripresa dai fascisti. Beppe Fenoglio, che vi combatté, ne scriverà in I ventitré giorni della città di Alba e poi in Il partigiano Johnny — uno dei testi fondamentali della letteratura italiana del Novecento.
L'insurrezione di Torino, aprile 1945. Il CLN piemontese ordinò l'insurrezione il 25 aprile. Tra il 25 e il 28 aprile, le brigate partigiane di Pompeo Colajanni («Barbato») e Giovanni Roveda guidarono l'attacco. Il 28 aprile, Torino era liberata. Quando il 3 maggio le truppe americane entrarono in città, trovarono una città già libera, governata dai partigiani in uniforme. Piazza Vittorio Veneto vide la grande adunata partigiana del 6 maggio 1945, fotografata da Giorgio Agosti, fondatore dell'Istituto Storico della Resistenza di Torino.