La Liberazione e il 25 aprile

Partigiani sfilano su automezzi a Bologna il 21 aprile 1945, giorno della liberazione della città

Il 25 aprile 1945 il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) proclama l'insurrezione generale. Milano, Torino, Genova si autoliberano. Mussolini, in fuga verso la Svizzera, viene catturato e fucilato. È la fine di vent'anni di fascismo. Il 2 giugno 1946 gli italiani — uomini e donne, per la prima volta — votano per il referendum. Nasce la Repubblica.

I giorni dell'insurrezione, aprile 1945:

  • 19 aprile — Sciopero generale a Torino indetto dal CLNAI
  • 21 aprile — Liberazione di Bologna da parte della Brigata «Maiella» e delle forze polacche
  • 25 aprile, mattino — Sandro Pertini legge il proclama dell'insurrezione da Radio Milano: «Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine!»
  • 27 aprile, Dongo — Mussolini, in fuga in colonna tedesca verso il Brennero, viene riconosciuto dai partigiani della 52ª Brigata Garibaldi e catturato
  • 28 aprile, Giulino di Mezzegra — Mussolini e Claretta Petacci fucilati. Il giorno dopo i corpi sono esposti in piazzale Loreto a Milano
  • 29 aprile — Resa tedesca firmata a Caserta dal generale von Vietinghoff
  • 2 maggio — Cessazione ufficiale delle ostilità in Italia, sei giorni prima della resa tedesca finale in Europa

Dalla guerra alla Repubblica. Il 2 giugno 1946, gli italiani furono chiamati a votare su due questioni: il referendum istituzionale (Monarchia o Repubblica) e l'elezione dell'Assemblea Costituente. Per la prima volta nella storia italiana votarono anche le donne (suffragio universale concesso il 1° febbraio 1945 dal decreto luogotenenziale). Risultato: Repubblica 54%, Monarchia 46%. Il re Umberto II lasciò l'Italia.

L'Assemblea Costituente, formata da 556 deputati eletti, scrisse in 18 mesi la Costituzione italiana, in vigore dal 1° gennaio 1948. 21 donne furono elette costituenti (su 556): tra loro Nilde Iotti, Teresa Mattei, Lina Merlin, Angela Cingolani. Furono le madri della Repubblica.