2022

Kiev e Teheran

Civili attraversano un ponte distrutto verso Kiev durante l'evacuazione da Irpin, 8 marzo 2022
Evacuazione di civili da Irpin a Kiev · 8 marzo 2022 · Ministero degli Interni dell'Ucraina · Wikimedia Commons · CC BY 4.0

Il 2022 è l'anno in cui Bella Ciao torna ad essere un canto di guerra reale — in due luoghi distantissimi, simultaneamente. In Ucraina dopo l'invasione russa del 24 febbraio. In Iran dopo l'uccisione di Mahsa Amini il 16 settembre. Novanta anni dopo le mondine, la canzone serve ancora.

Ucraina, dal 24 febbraio 2022. Lo stesso giorno dell'invasione russa, video circolano sui social di civili ucraini che cantano Bella Ciao in metropolitana, nei rifugi antiaerei, nei cortei di evacuazione. La canzone era già nota grazie a Casa di Carta, ma assume un significato nuovo. Pochi mesi dopo, la cantante Khrystyna Soloviy incide una versione completa in ucraino, Українська лють («Furia ucraina»): il testo non è una traduzione, è una riscrittura di guerra. Diventa colonna sonora dei video bellici e civili sul fronte.

Andriy Khlyvnyuk, frontman del gruppo BoomBox, lascia il tour americano per arruolarsi nella difesa territoriale di Kiev. Pubblica un video in cui canta Oh il viburno rosso nel prato (canto popolare ucraino del 1914) davanti alla cattedrale di Santa Sofia, in uniforme. Il video viene rilanciato da Pink Floyd che lo trasforma nel singolo Hey Hey, Rise Up! — il primo brano dei Pink Floyd dopo 28 anni. Khlyvnyuk parlerà esplicitamente di Bella Ciao come canto sorella in molte interviste.

Bella Ciao raggiunge in Ucraina oltre 100 milioni di stream nei primi sei mesi del conflitto. Versioni con cori dell'esercito, versioni rock, versioni elettroniche.

Iran, dal 16 settembre 2022. Mahsa Jina Amini, 22 anni, viene arrestata a Teheran dalla polizia morale per non aver indossato correttamente l'hijab. Muore in stato di fermo tre giorni dopo. Esplodono le proteste «Zan, Zendegi, Azadi» — Donna, Vita, Libertà. Sono le più grandi manifestazioni dalla Rivoluzione del 1979.

Le sorelle Behin e Samin Bolouri, due giovani cantanti iraniane, registrano una versione di Bella Ciao in farsi. La caricano su Instagram il 22 settembre. Diventa colonna sonora del movimento — cantata nei cortili universitari di Teheran, nei dormitori delle università curdo-iraniane, nelle manifestazioni di solidarietà a Berlino, Colonia, Roma, Toronto.

Le ragazze iraniane che si tagliano i capelli pubblicamente, che bruciano il velo, che vengono uccise nelle strade dalle forze di sicurezza — molte di loro hanno conosciuto Bella Ciao da una serie Netflix. Ora la cantano per qualcosa che lascia segni veri.

Una nota sul tempo. Tra le ragazze delle mondine del 1908 e le ragazze di Teheran del 2022 ci sono oltre cento anni e diecimila chilometri. Non parlano la stessa lingua, non hanno gli stessi nemici, non sognano la stessa libertà. Eppure cantano la stessa melodia.

Forse Bella Ciao non parla di una causa. Parla del semplice fatto che, in ogni epoca, c'è qualcuno che la mattina si alza e decide di non arrendersi. Finché ci saranno mattine così, ci sarà chi canta questa canzone.